Archive for the ‘branding’ Category

Le occasioni perse di Perugina

maggio 21, 2007

E’ proprio curioso vedere come il 45% delle chiavi di ricerca che hanno portato al mio blog oggi siano del tipo:

gelato nero perugina
nero perugina gelato
gelato nero perugina e arancia
nero perugina gelati
gelato nero fondente
nero perugina gelato esercizio n. 7
perugina gelato nero fondente
nero perugina spot 2007

Da questo posso dedurre che gli spot del gelato Perugina, nonostante i miei dubbi, stanno colpendo nel segno…hanno creato indubbiamente una certa curiosità.

Peccato però che nessuno riesca a trovare qualcosa di “ufficiale” che venga dal loro sito visto che del nuovo e apparentemente richiestissimo gelato non c’è ancora traccia.

E il web sarebbe in cima ai pensieri dei marketer??? Ma dai… 🙂

Annunci

Comunicazione mimetica: 3M e Sheilas’ Wheels

maggio 1, 2007

Facciamo finta che io sia il direttore marketing di una compagnia di assicurazione che ha una divisione specializzata per prodotti assicurativi per sole donne.

Vi racconto quello che mi è successo qualche tempo fa.

CEO Sheilas’ Wheels: Come possiamo acquisire nuove clienti prima dell’estate senza investire cifre enormi?

Io: Beh, già ne abbiamo parecchie capo ma effettivamente ci vorrebbe un bell’incremento prima dell’estate….

CEO Sheilas’ Wheels: Ha proprio ragione…così me ne vado a Capri tranquillo…

Io: Allora, ragioniamo, noi (credo) siamo l’unica compagnia assicurativa che lavora esclusivamente per loro…..oltre a questo perchè non dimostriamo anche di conoscerle bene e di sapere cosa significa essere donne, mamme e mogli allo stesso tempo.

CEO Sheilas’ Wheels: Umhhh…interessante, perchè non si spiega meglio??

Io: Ok, perchè non facciamo una bella indagine (vera o no chi è che poi va a controllare….visto che pubblicheremo risultati verosimili) nella quale indaghiamo sulla qualità della loro vita familiare e magari coinvolgiamo un’azienda che vuole anch’essa parlare alle donne “di famiglia”?

CEO Sheilas’ Wheels: Mi piace! In questo modo, dimostrando di saper quant’è dura per loro la vita familiare, guadagneremo il loro rispetto e magari chiuderemo un bel mucchio di nuovi contratti. In più, potremmo dividerci i costi con un’azienda partner….a chi avevi pensato??

Io: Conosco il direttore marketing della 3M, magari lo chiamo e gli dico se gli interessa un’operazione qui da noi (UK)…..se è così, qualcosa ci inventeremo!

Due ore dopo…

Io: (…) ecco questo, più o meno, è quello che vorremmo fare, che ne dici? Potrebbe in qualche modo interessarti?

Direttore marketing 3M: Lo sai che è una bella idea?? Dall’indagine potremmo far uscire che la famiglia non comunica più come una volta a causa dei mille impegni…..e che i nostri Post-it sono l’ultimo baluardo della comunicazione familiare.

Io: Grande! Per noi è perfetta….facciamo 50 e 50?

Direttore marketing 3M: Sai che ti dico, fammi mettere il 70 a me…..risalteremo noi così voi, che fate l’indagine, risultere più credibili. Era un pò di tempo che avevamo in mente di ricordare il lato “familiare” (helpful solutions for some of your household challenges) dei nostri amati Post-it .

Io: Ok, vada per il 30! Risparmiamo e facciamo la parte dei professori…!

Ecco i risultati…..

Daily Express

The Scotsman

Forse sarà solo la mia immaginazione ma le cose potrebbero essere andate più o meno così…..forse a parti invertite (non so perchè ma la storia l’ho pensata all’inverso) ma il concetto è lo stesso. Ovviamente la cosa è estremizzata e semplificata al massimo.

Ciò che mi ha fatto pensare ad una mini-campagna è la coincidenza tra i risultati del sondaggio ed il lato “familiare” del Post-it fatto emergere negli articoli.

The report by women-only insurance firm Sheilas’ Wheels claims women are too busy juggling work and home life to devote much time to their partners. It’s easier to scribble a Post-it note than try and remember vital information in the evening when ­couples meet up again.

L’unico dubbio che mi viene su questa mia malignata (sempre che lo sia) è la copertura mediatica, ne hanno parlato veramente in pochi. Ecco perchè la definisco malignata.

In Italia, comunque, ne ha parlato il corriere della sera e il GR2 (ed. delle 7.30 del 27 aprile al minuto 16.32).

Che colore è il tuo brand? Boh..e chi lo sa!!

aprile 27, 2007

Capita molto spesso che qualche aziende non capisca l’importanza di decidere (e usare nel tempo) i propri colori corporate o quelli dei propri marchi.

Uno degli ultimi casi, per me emblematico, è quello di Manas.

Manas è un’azienda calzaturiera marchigiana, da 65 milioni di fatturato, cresciuta molto in fretta negli ultimi anni ad un tasso del 30% annuo che produce calzature da donna di tipo medio-fine e unisex sportive (questo viene dal loro sito).

[Ho già avuto modo di nominarla in questo blog per l’aver assoldato Oliviero Toscani per una campagna dall’efficacia discutibile.]

Manas negli ultimi mesi si è lanciata in un progetto che punta a:

…rinnovare l’identità di marca,la comunicazione, l’house organ interno(*) e l’immagine del retail

Bene, ma non sarebbe meglio almeno decidere quali sono i colori corporate e del marchio Lea Foscati??

Nel sito i colori per il logo Manas sono addirittura 3:

Nel sito del marchio Lea Foscati, invece, il marchio è questo:

Peccato che nella nuova scardinante adv del buon Toscani il logo sia questo:

Ma il web non conta….mi direbbero per tapparmi la bocca. 😉

E’ palese comunque che ci sia un pò di confusione…..

Un classico di chi approccia la comunicazione (o addirittura il marketing) un pò alla buona…..senza strategie precise e piani di azione coerenti.

La scelta poi di coinvolgere Toscani per “fare un salto in avanti” mi suona tanto di scelta dettata dall’inesperienza.

Avranno detto:

Abbiamo un bel budget, facciamo una campagna pubblicitaria dirompente, chi chiamiamo?

Aspetta, pubblicità dirompente..umhh…ma Toscani!

Peccato che il tempo passa….e i creativi a volte non si rinnovano come invece fanno le cifre che chiedono, quelle cresceno sempre!

* Sfido molti di voi a dirmi che cos’è…..per chi non lo sapeva come me è un periodico edito da un’azienda a scopo promozionale

Sembrava un’operazione web invece era un calesse

aprile 13, 2007

Da circa un mese tutti i giorni alla radio la voce di Giovanni Colacioppo mi ha ricordato di collegarmi a www.mistupisci.it senza dirmi perchè (avevo completamente dimenticato il claim “Mitsubishi, mi stupisci”)……

In questi giorni una nuova voce ha finalmente svelato il mistero invitandomi a collegarmi al sito per partecipare al grande conconcorso di Mitsubishi. Obbedisco sperando di vedere una bella operazione web.

Il concorso prevede di far vincere un premio a due categorie di persone: chi possiede già un climatizzatore Mitsubishi e chi non ce l’ha ancora.

Per quelli come me che non hanno un climatizzatore Mitsubishi c’è uno stupendo 😉 gioco online nel quale io dovrei guidare una moto verso un obiettivo per vincere un climatizzatore.

Le istruzioni sono tutto un programma…

Da notare: Perchè fuori è OUT e dentro è IN. Mah….

La moto non si muove (almeno a me), se non molto piano e solo in avanti…farla girare è un’impresa…..

Ho ovviamente cliccato su “Skip Gioco” ed ho ricevuto questo messaggio:

Peccato, non hai vinto!
Se vuoi moltiplicare le tue possibilità di vincere un climatizzatore Mitsubishi Electric, segnala il sito ad un tuo amico.
Se parteciperà anche lui al concorso, avrai diritto ad un’altra opportunità di vittoria!

Certamente il gioco è proprio da consigliare visto quanto è divertente!!

Non riesco proprio a capire come si possa pianificare un’operazione web in questo modo…..con addirittura una campagna radio corposa (che credo sia costata parecchio) che promuove un’operazione del genere.

Beh, pensandoci bene il loro obiettivo l’hanno forse ottenuto; è il caso di dire Mitsubishi mi stupisci!!!!

I CGM di Perugina

febbraio 13, 2007

Sull’onda emotiva di San Valentino, la Perugina ha da pochi giorni lanciato una nuova campagna per gli omonimi baci invitando tutti ad inviare un video messaggio per la propria amata.

Incuriosito dallo spot visto in TV, vado a vedere nel sito…leggo:

…. guarda ed inserisci il tuo video messaggio.

Ho pensato, ora entro e mi faccio due risate…..ed invece mi appare un bel popup di alert:

A quel punto, ho (ovviamente) chiuso, visto che non avevo nessuna intenzione di registrarmi solo per vedere – e non uploadare – un video.

Beh, che dire, non credo che questa sia la maniera corretta per sfruttare al massimo il CGM.

Penso che la regola fondamentale per sfruttare al meglio i CGM sia, quantomeno, quella di dare la possibilità a tutti, senza restrizioni, di guardare il filmato senza costringerli a registrarsi.

Al loro posto, avrei rinunciato ad avere un nome nel mio database piuttosto che ad una o più visioni dei video caricati.

Ma queste sono solo le mie opinioni… 😉

L’era della comunicazione clonata? Tranquilli ci pensa il giurì!

gennaio 19, 2007

Ieri guardando alla TV una pubblicità di Emmelunga me ne sono accorto….

Stile pulito, prezzi grandi, giallo e celeste……mah forse mi ricorda qualcun’altro!

Guarda caso quel qualcun’altro è un loro concorrente e non un brand qualsiasi…trattasi dei mitici svedesi di Ikea.

Lo screenshot del loro sito conferma la loro filosofia nel comunicare copiando….

Il clone

L’originale

Non credo sia una strategia che possa pagare, in più è anche vietato!!

Questo fatto mi ha ricordato un altro caso simile che avevo notato poco tempo fa.

Valleverde, azienda calzaturiera rimininese, pubblicizzava sui giornali la sua scarpa “Aria condizionata” – utilizzando i colori ed il concetto del vapore che esce dalla suola  candidandosi come clone ufficiale delle più famose “scarpe che respirano”,  le Geox.

Andando a cercare l’immagine dell’ADV incriminata (peraltro forse introvabile) mi sono imbattuto in una bella sentenza del giurì dell’istituto dell’autodisciplica pubblicitaria che condanna Valleverde a ritirate la pubblicità.

Occhio cari scienziati dell’Emmelunga, presto potrebbe toccare a voi!!! 😉

Stroncata la campagna virale di Campari

dicembre 14, 2006

Scrissi il 16 novembre della campagna virale Hotel Campari. Ora, a distanza di un mese vengo a sapere (forse con un paio di settimane di ritardo) che la campagna è stata stroncata dagli stessi strumenti che l’avrebbero dovuta far diventare appunto, virale.

Me ne sono accorto quando, visitando Myspace, ho cercato l’account che era stato creato ad hoc dalla Campari ed ho trovato questo:

Insospettito, vado a cercare quello su Flickr…..

….stessa musica……..poi anche Del.icio.us:

L’unico sopravvissuto sembra solo il profilo su Youtube anche se forse, dico forse, prima c’erano dei video caricati.

Visto che non ero a conoscenza di nulla (nessun blog italiano aveva parlato ultimamente di questo) vado ad indagare sul fattaccio….

Il polverone sembra sia partito quando il co-fondatore di Flickr, Stewart Butterfield, si è imbatutto nella notizia della campagna di Campari sul blog Read/Write.

Nel forum di Flickr ha subito espresso la sua opinione a riguardo: 

Actually, I had just come across this article on the account. We will probably be deleting the account, but I’m curious and this is FlickrIdeas: what do YOU think about it?

Indubbiamente un brutto colpo per la MRM Worldwide proprio nel momento in cui annunciava il successo dell’iniziativa attraverso la sua “voce” italiana, Niccolò Magnani, su Read/Write:

…the Hotel Campari website got 170,000 views – 13 percent of it from the social networking sites, which all prominently feature a banner link to the site. The social network sites have more than 3,000 “friends” and 2,500 comments across the network. The number of views across the social network sites is currently around 92,000.

Qualcuno però aveva forse annunciato (o gufato), attraverso il proprio dissenso, i “provvedimenti etici” dei social network citati….

Read/Write (post già citato) :

But there’s no arguing that as a marketing vehicle, the fake social network profiles did their bit to drive traffic and interest in the Hotel Campari website. We’re going to see a lot more of this type of usage of social networks. From a business angle, it makes sense. But on a personal level it makes me feel a little uncomfortable, because most of the appeal of social networks is that you are networking with real people. So I’m interested in knowing what Read/WriteWeb readers think about this…

B.L. Ochman:

The agency that created the campaign says the fake profiles drive traffic and sell product. I think this campaign is just as unethical as Wal-mart and other flogs. And that it abuses the trust upon which social media is built.

Sono daccordo con Mike Driehorst che non è proprio la stessa cosa paragonare l’operazione virale di Campari con il fake blog di Edelman/Walmart.

The Edelman/Wal-Mart fake blogs were purposefully deceitful. Intended to look like a grass-roots, genuine effort. That was wrong.

However, unlike Edelman/Wal-Mart, we know from the get-go the Hotel Campari blog and the social media profiles are fake. If a blog is upfront, fake is fine. It makes it into a game. That’s what many social networking sites are about anyway — entertainment.

If a company wants to try to sell me along the way, that’s fine. Transparently fake is fine.

Trasparenza, ecco quello che forse è mancato in quella che, continuo a credere, sia stata una bella operazione di marketing virale. 

Fai del tuo brand un mito e avrai successo

dicembre 13, 2006

 

Anche per Seth (ha scritto che ama, come tutti, sentir nominare il suo nome) la legge del “Tell a story” nella costruzione di un brand rimane molto importante.

So, if I were trying to invent a mythic brand, I’d want to be sure that there was a story, not just a product or a pile of facts. That story would promise (and deliver) an heroic outcome. And there needs to be growth and mystery as well, so the user can fill in her own blanks. Endorsement by a respected ruler or priest helps as well.

Una storia appunto che possa rendere mitico, o meglio spirituale, un brand in modo che possa riempire i vuoti interni di chi lo “utilizza”. La differenza tra un prodotto ed un prodotto con una storia che “cattura” la sintetizza con una frase:

People use a Dell. They are an Apple.

Seth porta due esempi di brand con una mitologia alle spalle: Digg e Wikipedia.
Il mio, ne è uno tutto italiano: la mitica (ormai noiosa) storia di Geox.

Adotta una gallina e ti manderemo le uova

dicembre 11, 2006

Beh…il concetto è quello!!

Bellissima e molto smart operazione di marketing/branding di due produttori televisivi inglesi: Cathy Rogers e Jason Gibb.

La storia

Stanchi della vita frenetica di Los Angeles, si trasferiscono nelle Marche (loro scrivono Le Marche), comprano una decina di ettari di olivi e dopo 2 anni sono pronti per commercializzare olio e prodotti derivati.

L’idea

Invece di vendere direttamente l’olio su Nudo, “affittano” le piante ai clienti per un anno e ne spediscono poi a casa i loro frutti : olio, sapone ed infusi.

Adopt one of its trees for a year and you’ll receive all the produce from your tree.

The principle is simple: for £75 you can pick your “own” tree for a year and get an adoption certificate. After the olives are harvested, you are sent between 1 and 3 litres of olive oil, a bottle of lemon-infused oil and hand-made olive oil soaps, plus photos of the tree on request. You can also visit your tree whenever you like. Visiting adopters will be given a picnic that they can take to eat under the shade of their olive tree.

I vicini di casa italiani li hanno presi per matti:

It is a marketing approach that has left Rogers’s Italian neighbours bemused. “They think we’re mad,” she says.

Loro si sono dati una spiegazione a questo:

“The reason Italians don’t really understand what we’re doing is because it’s completely normal here to go into the butcher’s and ask where the meat is from. They are much more in touch with their food than we are in the UK.”

Altro che matti…strategia prefetta!!  

– hanno puntato sul lato esperienziale dell’acquisto di un olio italiano

There’s the romance of owning a tiny piece of Italy

– hanno cavalcato l’onda salutista ed ecologista mondiale

…..and helping to preserve an ancient way of life. “And it’s part of the whole organic, anti-GM movement that’s so big in Britain at the moment,”.

– hanno attirato il cliente, COINVOLGENDOLO

(..) attracting consumers by making them feel highly involved with its product.

Che dire, è un’idea che avrei voluto avere io…… 🙂

[Via Influx]

Fonti: Times On line, Rebecca’s Pocket

FX tv e CGM: bravi a metà

dicembre 5, 2006

 

Iniziativa molto web2.0 del canale FX su Sky: Filmone Contest.

FX ti dà uno spazio tutto tuo dove puoi inviare i tuoi video.
Realizza con i tuoi amici uno sketch tratto da un FILMONE e invialo al sito.
FX lo mette online! I video più belli e più votati saranno scelti per andare direttamente in TV.
“Febbre Da Cavallo” o “Occhio malocchio prezzemolo e finocchio”, “L’allenatore nel pallone” o”Fantozzi”, a te la scelta! Rifai le tue scene preferite e manda un video a FX.
Partecipare è semplicissmo…e se ti manca l’ispirazione basta rivedere questi film cult.
L’appuntamento è su FX ogni martedì alle 21.00!

Gli ingredienti di successo ci sono…

Creatività+Passione per il cinema+Voglia di esprimersi+Video  

Bravi…. però….si c’è un però!

1. i video potevano caricarli (anche)  su YouTube, io l’avrei fatto.

2. attività di seeding nulla. Nessun blog parla di loro. Io ho visto lo spot.