Archive for giugno 2007

Ama chi ti odia come te stesso

giugno 29, 2007

Bel post di Greg Verdino che scrive di come le aziende dovrebbero prestare molta più attenzione a chi odia il loro brand perchè potrebbero avere da loro feedback utili per crescere.

your harshest critics are probably one of your best sources for honest feedback and suggestions for positive change.

Investendo su di loro, cercando di farli entrare a far parte della “famiglia”, li si potrebbe convertire da “odiatori” ad infaticabili supporter.

the smartest marketers will dedicate just as much (if not more) effort and budget to building programs that make the people that hate them “part of the brand family.”

(…)You may find that your fiercest haters can turn — over time and with the right nurturing — into some of your most loyal, most vocal supporters.

Apple e Crocs potrebbero cominciare a sperimentare la cosa…

Infiltrazione da seeding

giugno 27, 2007

Anche io, come Fluido, segnalo una infiltrazione da seeding.

Per chi non lo sapesse il seeding è uno degli step operativi di una campagna virale che prevede la “semina” dell’oggetto del virale in punti della rete strategici.

Schematicamente funziona così:

Ecco la mail:

Mittente: libero de rienzo <frangetta07@gmail.com>

Ciao mi chiamo Lollo e ho visto il tuo blog e l’ho trovato interessante. Ho una domanda da chiederti. Ho trovato questo video della mini cooper http://www.peppiniello.it/rocket-turtle.asp e da quello che ho letto su alcuni forum che è un viral. Ora, nn sono espertissimo ma nn mi sembra proprio interessante, anzi a dirla tutta non l’ho capita molto questa pubblicità. “tu come la vedi?”

Fammi sapere se metti il video sul blog..mi interessa vedere se qualcuno risponde ai commenti perchè mi interessa capire…specie se sono io che nn capisco o i “nuovi” pubblicitari.

Saluti
Lollo

Indizi per affermare che si tratta di un infiltrazione e non di una segnalazione genuina:

– il mittente1: “libero de rienzo” mi sembra proprio improbabile

– il mittente2: “lollo” dovrebbe essere il diminutivo di libero….ma dai!

– scrive di averlo trovato ma guarda caso un frangetta07 (che è il suo indirizzo email) sembra averlo caricato qui e qui

– guarda caso il sito che mi ha segnalato http://www.peppiniello.it è sponsorizzato o è di proprietà di GoViral

Che dire, l’approccio mi sembra proprio sbagliato…..anche un pò irritante.

Come se i blogger fossero fessacchiotti che bevono tutto….mi sembra proprio il contrario. La cosa che mi fa sorridere è poi il fatto di aver impostato il tutto dicendo che il virale fosse inefficace (…non l’ho capita molto questa pubblicità, pubblicità stupida) proprio per cercare di sembrare estranei al tutto. Quasi penoso.

GoViral la ritengo un’ottima azienda per quello che fa…..spero solo che questo sia un seeder “fuori controllo” e non istruito a fare ciò dall’alto.

Vediamo se uscirà allo scoperto…..ormai è stato beccato! 😉

[Schema seeding: GoViral]

Product piggybacking. Quello preventivo e quello casuale

giugno 21, 2007

Per chi non lo sapessse il product piggybacking è la nobile arte di creare un prodotto che sia funzionale ad un altro di straordinario successo.

La parola piggybacking significa letteralmente salire sulle spalle di qualcuno, in Italia qualcuno dice “a ciccicollo” o “in cioccio” a seconda delle regioni.

Parlo di piggybacking preventivo (e scontato) riferendomi alla Marwer, azienda specializzata nella produzione di accessori Apple sopratutto per iPod, che ha già messo in vendita accessori per l’iPhone in uscita il 29 giugno prossimo.

Ecco quelli già in vendita su Expansys:

Per piggybacking casuale mi riferisco invece a Jibbitz che con i suoi accessori riempi-buchi per Crocs ha reso milionaria la signora Schmelzer.

La storia narra che nell’estate 2005 la signora volesse dare un tocco di charme alle 10 paia di Crocs familiari e le venne in mente di tappare i buchi con degli strass falsi…..qualche settimana dopo aprì un sito per venderli online.

A febbraio ne aveva già venduti 250.000 pezzi, ad agosto 6 milioni, in ottobre l’azienda venne acquisita da Crocs per 10 milioni di dollari.

Signori, premetevi le meningi…..qualche prodotto di successo sta aspettando che voi gli montiate sulle spalle, potrebbe essere mooolto redditizio!! 🙂

[Ispirazione: Business Week]

Regalo un buono per IBS.it

giugno 18, 2007

Al primo lettore che me ne farà richiesta regalo un buono da 5€ per un acquisto minimo di 50 € su IBS.it.

Il buono scade il 30 giugno.

Aggiornate il mio rss feed!! post#1

giugno 14, 2007

Post #1

Prego chi utilizzasse il mio feed su WordPress di cambiarlo con quello di FeedBurner:

http://feeds.feedburner.com/marketingDepartureLounge.

Per le prossime 3/4 settimane ve lo ricorderò.

Grazie della collaborazione…..scusate il disagio. 🙂

Le “storie” di Crocs

giugno 13, 2007

Le storie si sa, possono rendere un brand mitico.

Lo sanno bene anche i fondatori Crocs che nella loro perfetta strategia di brand building stanno cercando di raccontarcene più di una.

Quella ufficiale USA:

It all started when three Boulder, Colorado based founders decided to develop and market an innovative type of footware called Crocs™ shoes.

Quella ufficiale europea:

Three friends are sailing on a boat through the Caribbean. In their luggage: a pair of Canadian clogs and the fixed idea of making a practical boating shoe out of plastic sneakers. No sooner said than done: and what begins as a fun sailing voyage develops within four years into a shoe enterprise.

Quella non-ufficiale (qualcuno di loro però l’avrà pur raccontata):

On a Caribbean sailing trip in May 2002, three Colorado guys began dreaming about the perfect shoe (as you do !!). They wanted something they could wear on their boating trips that was comfy, useful, fashionable and fun. A shoe that was slip-proof and waterproof, didn’t smell, didn’t leave marks, and was the most comfortable shoe in the World. (…) Well – they did it !

Ecco quella vera

Nel 2002 Andy Reddyhoff, direttore dello stabilimento di Finproject Canada (sede canadese dell’italianissima anzi marchigianissima Finproject, azienda specializzata in suole), inventa questo brutto zoccolo di plastica.

Finproject comincia a venderlo ad un ristretto numero di aziende tra le quali c’era Crocs.

Nel 2004 Crocs acquisisce Finproject.

Beh, realtà e mito si incrociano sempre quando si tratta di “tell a story” ma non sarebbe il caso di raccontare sempre la stessa? 🙂

Sarò ripetitivo ma qualcuno lo fa sempre….

Ero a Rheno in Nevada, il paese dei cowboy, per promuovere i miei vini e in un momento di relax avevo deciso di fare una passeggiata sulle montagne rocciose. Prendendo le mie scarpe da ginnastica con la suola in gomma, ho iniziato subito ad avere disturbi per il grande caldo e per lo stato di malessere in cui si trovavano i miei piedi. Tormentato da questo fastidio, senza rifletterci sopra, ho deciso di fare con un coltello un paio di fori nelle suole, per diminuire la temperatura interna. Così mi è venuta l’idea di come risolvere un problema molto sentito. Quello è stato l’inizio dell’avventura che ha cambiato il mio destino di imprenditore.

Macro differenze

giugno 12, 2007

La differenza tra un semplice prodotto ed un prodotto di successo?

Quel velo di cipolla (qualcuno mi sembra l’avesse chiamato così) fatto di altri prodotti funzionali allo stesso, orde di fan e di “odiatori“, copie cinesi come se piovessero.

Come non pensare alle Crocs e all’iPod??

Chi vuole, può aggiungere il suo velo di cipolla nei commenti. 🙂

Aggiornato il blogroll

giugno 11, 2007

Oggi ho aggiornato il mio blogroll con i blog che leggo (chi più, chi meno) nel mio Netvibes.

Ecco i file OPML: italiani e stranieri.

Il social network mobile di Coca-Cola

giugno 11, 2007

Coca-Cola ha inserito con decisione il canale mobile nel suo marketing mix lanciando in Cina Sprite Yard (il 22 giugno lo farà negli USA), il primo social network pensato appositamente per il mondo celllulare.

L’obiettivo è quello di diventare il MySpace del mobile anche se qualche maligno dice che sarà la BudTv delle bevande gassate, cioè un fallimento per quanto riguarda la costruzione di una brand community.

La cosa che credo molto interessante è il fatto di aver creato un qualcosa esclusivamente per i cellulari e non averlo fatto in internet per poi adattare il tutto ai cellulari.

Quindi un altro segnale importante per quanto riguarda la convergenza tra mobile ed internet.

Riflettendoci bene però, potrebbe trattarsi di altro….

Questi potrebbero essere i segnali della nascita di una sorta di mondo parallelo, il web mobile, che andrà ad affiancarsi al web “fisso“. La cosa potrebbe essere inevitabile visto che se vorremo avere il web nel nostro cellulare questo dovrà essere ripensato (nel layout e nei contenuti) per questo nuovo mezzo di fruizione e non semplicimente riadattato.

[Photo credi: Adweek]

Ps: questo post è nato come riflessione sul binomio web-cellulari ma sarebbe stato interessante anche riflettere sull’operazione dal punto di vista strategico (lato marketing).

Per questo vi lascio, per leggerle o per ispirarvi un nuovo post, le mie fonti:

– NYT

– RCR Wireless News

– Cell Rants

– Business Wire

– Information Week

– AD Week

Caduta vernice, non parcheggiare!

giugno 8, 2007

[Via BoredStop]