Archive for febbraio 2007

Un forum chiamato blog: lo (s)blog di Casoli

febbraio 20, 2007

Ho sempre nutrito una “misurata” ammirazione per Francesco Casoli, patron di Elica, considerandolo una persona con una marcia in più per doti comunicative e anche imprenditoriali.

Per questo non mi sono stupito di veder ieri, nel Corriere Adriatico, un invito a dire la propria nel suo nuovo blog (è partito il 30 ottobre 2006) dal titolo “casoliano”, Sblog.

Incuriosito, oggi sono ad indagare su come anche lui, da buon trend hunting, utilizzasse il blog come strumento di comunicazione online oltre al sito.

A dire il vero, già la prima impressione non è stata delle migliori visto che erano visibili i titoli dei post ma non il testo.

Umhhm, già cominciavo ad avere dei dubbi….

Continuando nell’esplorazione, mi accorgo che qualche post (già post comincia a non essere la parola corretta) è scritto da persone diverse da lui.

Oltre a questo, ho notato la completa mancanza di rss, tag di un blogroll.

Ricapitolando:

– In prima pagina solo titoli senza un minimo di testo

– Chiunque può iniziare una discussione

– Mancano i feed

– Mancano i tag

– Manca un blogroll

Ma sig. Casoli, questo è un forum…!!!! 😯

Non mi dica che lo sapeva e che l’avete chiamato per questo (S)blog perchè non ci credo!!

Qualcuno però glielo poteva pure dire……dovevo farlo io che non lavoro per lei??? 😉

Il Messaggero e una quasi-guerrilla online (involontaria)

febbraio 18, 2007


Immaginate di veder in prima pagina sul Il Messaggero Online un titolo del tipo “Assassinio a sangue freddo in camera da letto” con accanto una bella foto di Raoul Bova.

Strabuzzereste gli occhi (riconoscendo nella foto l’attore) ed andreste a leggere l’articolo che continua in una pagina interna.

Solo lì scoprireste che chi è stato assassinato è Pietro Menna (nome che ho inventato ora) che non altro non è che il personaggio che interpreta Raoul Bova nell’ultima fiction di turno su Mediaset; la storia parte con il suo assassinio andando poi a ritroso nel racconto (che fantasia che ho!!).

Splendido esempio di Guerrilla (che qualcuno un giorno copierà) da shock e da applausi….e forse da denuncia….

Ma questo è solo il frutto della mia immaginazione……

Quello che invece è avvenuto veramente è che Il Messaggero Online – incaricato dai produttori di una fiction di scrivere un finto articolo sull’assassinio del protagonista Gianni Bottura (interpretato dall’attore Alberto Bognanni) – ha pubblicato davvero la notizia dell’assassinio con tanto di foto dell’attore (nella cache di Google non presente).

Il tutto sembra essere avvenuto per un banale errore, almeno credo, visto che se fosse stata una vera operazione di Guerrilla Marketing alla fine avrebbero dovuto dire o far dire (in questo caso a Striscia la notizia, dalla quale ho appreso la notizia) di quale fiction si trattava e dove avremmo potuta vederla; insomma, avrebbero dovuto chiudere il cerchio!!

Che storia carina…..una quasi-guerrilla per di più involontaria……

Quando per differenziarsi occorre certificarsi

febbraio 16, 2007

Lontani sono i tempi in cui Ferrarelle era sinonimo di effervescente naturale; infatti un tempo l’acqua o era liscia o era gassata o era ferrarelle.

Scrivo “lontani” visto che oggi Ferrarelle non è più da sola ma accerchiata da competitor agguerriti che cercano di rosicchiarle quote di mercato al grido: Anche noi siamo effervescenti naturali ma costiamo meno!!

In più, per una sorta di ammirazione (hi hi), cercano di imitarla oltre che nel gusto (si dichiarano effervescenti naturali) anche nell’aspetto. NB: dell’acqua Blues non ho trovato la foto ma fidatevi, è mooooolto simile all’originale!!

Visto l’andazzo, che cosa fa Ferrarelle per contrastare questa anomala ondata di effervescenti naturali vere o presunte tali? Si certifica come effervescente naturale DOC ed essendo la prima ed unica ad averlo fatto, schiaccia sull’acceleratore della differenziazione. Molto carino il nuovo spot pensato per le radio….

Ora mi chiedo, tutto questo pagherà? Credo proprio di si…..

Parlo per me….fino a ieri avrei comprato una qualsiasi acqua effervescente naturale dichiarata che costasse meno di Ferrarelle; oggi non lo farei più….

L’unica cosa che potrebbe farmi tornare sui i miei passi sarebbe scoprire che chi ha certificato la Ferrarelle è un ente (o non so cosa) tipo quelli che assegnano il premio Auto Europea dell’anno!!! 😉

Io non pago Google!

febbraio 14, 2007

Non sono un SEO – conosco poco le dinamiche del search engine marketing – e per questo faccio fatica a capire come mai spesso, dopo aver scritto qualcosa, mi ritrovo ai primi posti in Google per qualche parola che ho utilizzato.

Non è la prima volta che ne parlo ma questa è clamorosa. Addirittura ho sorpassato quelli che penso siano i veri “titolari morali” delle parole chiave gaultier e san valentino.

Infatti, dopo aver scritto due settimane fa a proposito della campagna di Gaultier su MSN.it, mi accorgo che facendo una ricerca su Google (per le keyword già citate) mi  ritrovo non solo al secondo posto ma addirittura davanti alla pagina “incriminata”.

(Ripeto), io non sono nessuno, ma questo non mi ha impedito di scavalcare (senza fare nulla!!) chi forse ha speso migliaia di € per ottimizzare la pagina in modo da essere ai primi posti in Google. In più, ciliegina sulla torta, non è che ne ho parlato in termini entusiastici….

Chissà che ne pensano gli scienziati di Microsoft Digital Advertising Solutions….. 😉

Qualcuno sa spiegarsi tutto ciò?? Mah… 😯

Il gratis come primo passo per un bizmo2.0?

febbraio 13, 2007

Stimolato dal numero uno dei “trend che vorrei per il 2007” di Jacopo Gonzales su Marketing Routes che si augura che sparisca il costante e inflazionato uso della parola “gratis”, mi è tornata alla mente una frase di Enrico Noseda (country manager Italia di Skipe) pronunciata durante il Top-IX del dicembre 2006.

…..il perchè del successo di Skipe? è un servizio GRATUITO che funziona!!

Non a caso, la parola “gratis” è presente circa 243 volte nel sito di Skipe….

Ora, mi chiedo se proprio il gratuito, in prima battuta, possa essere la chiave per riuscire a fare quello che è il FATTORE CRITICO DI SUCCESSO per questo tipo di business: conquistare una massa critica.

Guardandomi intorno, non posso che pensare a YouTube che vale miliardi di dollari solo per il fatto di aver milioni di utenti attivi e apparentemente nessun tipo di entrate tali da giustificare certe cifre. Ma è comunque a metà del guado….manca l’idea (o non ce l’hanno ancora detta) per sfruttare economicamente questo “ben di dio”!

Quindi si al gratuito “ragionato” quando è capace di portare tanti utenti/utilizzatori fedeli ad un servizio….ma attenzione, arrivati a quel punto c’è ancora altrettanta strada da fare per sperare di poterlo trasformare in un business redditizio.

….che fatica il web2.0!! 😉

I CGM di Perugina

febbraio 13, 2007

Sull’onda emotiva di San Valentino, la Perugina ha da pochi giorni lanciato una nuova campagna per gli omonimi baci invitando tutti ad inviare un video messaggio per la propria amata.

Incuriosito dallo spot visto in TV, vado a vedere nel sito…leggo:

…. guarda ed inserisci il tuo video messaggio.

Ho pensato, ora entro e mi faccio due risate…..ed invece mi appare un bel popup di alert:

A quel punto, ho (ovviamente) chiuso, visto che non avevo nessuna intenzione di registrarmi solo per vedere – e non uploadare – un video.

Beh, che dire, non credo che questa sia la maniera corretta per sfruttare al massimo il CGM.

Penso che la regola fondamentale per sfruttare al meglio i CGM sia, quantomeno, quella di dare la possibilità a tutti, senza restrizioni, di guardare il filmato senza costringerli a registrarsi.

Al loro posto, avrei rinunciato ad avere un nome nel mio database piuttosto che ad una o più visioni dei video caricati.

Ma queste sono solo le mie opinioni… 😉

Facciamo crescere i nostri valori

febbraio 5, 2007

Mi è stato chiesto tempo fa di sviluppare un’idea per diffondere i valori di un’azienda all’interno della stessa……

L’intenzione dell’imprenditore era quella di appendere, in vari punti della struttura, dei cartelli che riportassero i valori aziendali pensati e condivisi da tutti (titolari e dipendenti) all’inizio dell’anno.

Ho pensato che invece di appendere cartelli, che nella maniera in cui erano stati pensati sapevano tanto di editti fascisti, avremmo potuto posizionare all’interno della loro struttura quattro piante ad ognuna delle quali avremmo associato uno dei quattro valori aziendali; così avremmo avuto: la pianta del lavoro in team,  quella dell’impegno responsabile, quella del rispetto e quella dell’entusiasmo

In più, ho pensato che sarebbe stato importante affidare (avendone cura di non farla morire) alle quattro aree funzionali una pianta/valore per sei mesi; questo per far in modo che che ogni gruppo si occupi (condividendolo e metabolizzandolo) di un valore prima di passarlo ad un altro gruppo. 

Sotto ogni pianta, in una paletta infilzata nella terra, ci sarà la “descrizione” di quella pianta/valore specifica. Questo è quello che ho pensato per le descrizioni:

Lavoro in team
Il lavoro in team prospera in un ambiente dove la collaborazione tra le persone è molto forte. Ha bisogno di un terreno ricco di comunicazione efficace, di proposte discusse insieme poi attuate e di spirito di squadra nella risoluzione dei problemi. Farlo crescere, significa aumentare la qualità della vita lavorativa e, di conseguenza, del servizio offerto al cliente.  

Impegno responsabile
L’ impegno responsabile prospera in un ambiente dove le persone si mostrano affidabili, riuscendo sempre a portare a termine il proprio incarico. Ha bisogno di un terreno ricco di fiducia verso l’azienda e di senso di appartenenza alla stessa. Farlo crescere è utile per guadagnarsi la fiducia ed il rispetto dell’azienda che crede che i propri collaboratori siano gli unici in grado di farle raggiungere con successo la propria missione.

Rispetto
Il rispetto prospera in un ambiente dove le persone hanno profondo rispetto gli uni degli altri e dove le regole aziendali sono condivise e rispettate. Ha bisogno di un terreno “tranquillo”, privo di insulti, urla e male parole. Farlo crescere significa migliorare il “clima” aziendale e la collaborazione fra le persone.

Entusiasmo
L’entusiasmo prospera in un ambiente dove le persone fanno il proprio lavoro con il sorriso sulle labbra, consci del fatto di essere molto importanti per l’azienda. Ha bisogno di un terreno ricco di ottimismo e di consapevolezza nelle proprie capacità. Farlo crescere significa riuscire a lavorare in un ambiente dove le persone “comunicano” tra loro trasmettendosi ottimismo.

Su suggerimento di in un mio collega, l’operazione in azienda verrà lanciata al grido:

Facciamo crescere i nostri valori!!!

[Foto Gretchen]

Quando la guerrilla è da Wargames

febbraio 3, 2007


Ci eravamo abituati ad operazioni di guerrilla marketing che al massimo oltrepassavano il “comune senso del pudore” ma non avevamo mai assistito ad iniziative così particolari da far scattare un’allarme terroristico.

Scrivo “eravamo” visto che ciò è accaduto veramente a Boston dove, un’iniziativa pubblicitaria “non convenzionale”, ha fatto scattare la procedura contro gli attacchi terroristici e ha portato alla chiusura di parecchie arterie cittadine paralizzando la città.

Ciò che ha gettato nel panico un’intera città è stato un rettangolo di plastica nero con dei fili elettrici collegati (delle dimensioni di un PC portatile) che aveva tutta l’aria di un ordigno vero proprio mentre in realtà non era nientaltro che un giocattolo della Hasbro, nel quale dei led colorati disegnano la sagoma di Mooninites: l’extraterrestre del cartone animato Aqua Teen Hunger Force.

Le sagome erano state abbandonate, per essere facilmente trovate, in cinque punti strategici della città dal 27 enne Peter Berdovsky (finito poi in carcere), per conto della Turner Broadcasting, con l’obiettivo di promuovere, in maniera sicuramente “non convenzionale”, l’imminente arrivo del cartone animato nelle sale USA.

Mi sembra che l’operazione almeno a Boston – è stata infatti lanciata anche in altre città americane senza aver lo stesso clamore – abbia avuto pieno successo ma mi chiedo sorridendo ed in maniera provocatoria:

….non è che, continuando di questo passo, arriveremo sul punto di provocare la III guerra mondiale – alla Matthew Broderick in Wargames – solo per promuovere, in maniera ovviamente “non convenzionale”, il nuovo gioco di guerra per Nintendo Wii?

Credo di no ma nulla è impossibile quando ci sono di mezzo le menti del (guerrilla) marketing!! 😉

[Immagini: (Re)Think America e Repubblica]

Automotivarsi per crescere

febbraio 2, 2007

Posto i cartelli “motivanti” di un giovane grafico pubblicitario in cerca di una nuova identità.

Mi scrive

La scritta Co.Co.Mi. che trovi su ogni foglio significa Costante Continuo Miglioramento ed è una sigla ideata da Anthony Robbins, che conoscerai sicuramente, è la versione Americana della filosofia del Kaizen Giapponese.

Sicuramente da ammirare…

In bocca al lupo! 😉

Email marketing malpractice: Vodafone

febbraio 2, 2007

Un mio collega ha ricevuto questa email da un’agenzia Vodafone Business:

Gent.mo cliente

………………………………………

In allegato troverà la promozione da applicare al suo attuale piano tariffario, risultata essere dopo un’attenta analisi la più favorevole rispetto alla tipologia delle vostre chiamate, denominata EXTRA MAGNUM.
Spett.le: xxxxxx S.p.A.

 Ecco l’allegato:

Alla c.a:   xxxxxxxx

Gentile Cliente,
Per aderire è sufficiente compilare la Proposta di Sottoscrizione allegata e inviarla al numero di fax: 0X/XXXXXX

Mah… 😯