Il web2.0 ha bisogno dell’offline??

Dopo la lettura del bel pdf sui bizmo2.0 di Luca Grivet Foiaia qualche dubbio mi è venuto…..

Mi chiedo infatti se i progetti web2.0 abbiano bisogno, per avere un ritorno economico tangibile e rilevante, di migrare offline, una volta però costruita una community consistente online.

Parlando con i signori Maiom e 2spaghi la sensazione era stata proprio quella……

Acquisire consensi online e spostarsi nell’offline per acquisire qualche soldino..😉

                

Il dossier di Antonella Beccaria – preparato per essere presentato il 19 gennaio 2007 al convegno Il Web 2.0 e lo scenario italiano: a che punto siamo? Giornalismo diffuso, condivisione di saperi, progetti partecipativi: scenari e prospettive – riporta proprio le parole di uno dei fondatori di 2spaghi.it, Marco Palazzo, che dice:

Se vuoi fare una cosa come la chiami tu di ampia portata hai secondo me due alternative: considerare come il tuo mercato potenziale l’Europa e non l’Italia oppure fare una cosa Internet che abbia solide “estensioni” offline. Noi di 2Spaghi ragioniamo in termini di entrambe queste cose.

Il dubbio rimane🙄

Una Risposta to “Il web2.0 ha bisogno dell’offline??”

  1. Titti Zingone-MarketingPark Says:

    Quoto 2spaghi e non aggiungo di più (per ora)!

    Ciao

    TZ

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