Archive for dicembre 2006

Mezzo anno di blog

dicembre 29, 2006

I Blog, Therefore I Am

Chiudo con questo posto il mio primo mezzo-anno di blog.

Scrissi (ma poi lo cancellai):

…nulla si fa per caso, sono convinto che anche questo (il blog) mi porterà da qualche parte, non so dove ma lo farà…

Forse avevo ragione…..

Buon 2007 a tutti! 😉

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Anche i Simpson ascoltano la blosfera

dicembre 29, 2006

 

Non solo la gente crede ai blog ma anche i Simpson sembrano averli messi tra i loro media preferiti.

Venerdì Marge in un’episodio ha esclamato (più o meno):

<<Non sapevo nulla di questo…..nessuno ne parla….nè tv nè la blogosfera!>>

Non so se è la traduzione italiana che ha aggiunto questa chicca…..comunque la cosa è molto interessante. 😉

Webstories2.0: maiom.com

dicembre 21, 2006

Inauguro un nuovo tag con l’intervista ai fondatori di maiom.com.

Marketing Routes a luglio ha già spiegato che cosa è maiom.com.

Chi siete e come avete avuto l’idea?

Siamo due ingegneri elettronici con la passione del web2.0 e veniamo da diverse esperienze.

Io, Ferdinando Giordano, 31 anni di Ceriale (SV), dopo il conseguimento della laurea ho iniziato a collaborare con l’università di Genova nel campo dell’elaborazione di immagini e del telerilevamento. In questo modo ho avuto la possibilità di conoscere Keyhole (poi diventato Google Earth).

Paolo Rossi (io ho avuto la fortuna di conoscerlo a Bologna), 34 anni di Villanova d’Albenga (SV), lavora da quasi 10 anni nel campo dell’IT. Da sempre nutre uno spiccato interesse verso le tecnologie internet: si è laureato nel 1997 con una tesi sperimentale su un’architettura web per la videosorveglianza, dal 1998 lavora per una importante società genovese dove si occupa di applicazioni web evolute e di progetti di integrazione.

Ci siamo conosciuti in treno perché entrambi pendolari. I nostri interminabili viaggi sono diventati occasione per entusiasmanti sessioni di brainstorming. Abbiamo così sviluppato molte idee e da una di queste è nato  maiom.com. 
 
Quale piattaforma tecnologica avete utilizzato? 

Abbiamo basato lo sviluppo di maiom.com su robusti, e allo stesso tempo innovativi, prodotti opensource. Ciò ha permesso di focalizzare le nostre energie sull’implementazione del mashup con google maps, youtube e google earth, il vero valore aggiunto del nostro prodotto.
 
Qual’è il vostro modello di business? 

Il modello di business si basa principalmente sul pagamento da parte delle agenzie immobiliari di un canone annuo per poter usufruire del servizio. Ovviamente è previsto un periodo di prova gratuito al termine del quale si può decidere se proseguire con l’acquisto dell’abbonamento oppure rinunciare al servizio.
 
Come vanno le cose a quasi 6 mesi dal lancio?

Lo sviluppo di maiom.com è iniziato a fine marzo 2006, il beta testing con un campione selezionato e limitato di agenzie è iniziato a metà giugno, nei primi mesi del 2007 inizierà la commercializzazione del servizio. Alla luce diquesto è ancora prematuro fornire dei numeri sulle performance dato anche l’esiguo campione di agenzie che possono accedere al servizio. Comunque, la popolarità che in questi mesi maiom.com ha saputo guadagnarsi sorprende anche noi ed è dovuta essenzialmente al passaparola, come capita spesso con i progetti web2.0.
Sorprendente è che non sono stati solo i bloggers e la stampa specializzata a dimostrare interesse nei nostri confronti, anche importanti gruppi di franchising immobiliare ci stanno contattando per definire piani di collaborazione.

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Indubbiamente un bel progetto…

Miei personalissimi consigli di miglioramento:

– darei la possibilità agli utenti di mettere gli annunci (gratis) oltre che alle agenzie (a pagamento). Perchè non farlo? Visto che ora non è così, presto me lo farò spiegare bene da Ferdinando e Paolo!

– migliorerei la grafica generale (la home sopratutto ed il logo che mi sembra un pò sgranato nei contorni)

– toglierei dalla home il testo scritto piccolo e centrato (proprio bruttino) 😉 e lo metterei in una voce di menù per spiegare che cosa è maiom.com

 

Se ancora non l’ho fatto, in bocca al lupo a Ferdinando e Paolo per il lancio commerciale.

Ignoranza 2.0

dicembre 20, 2006

 

Un altissimo dirigente di un’azienda da 1.400 milioni di € da tempo coinvolta nel web:

<< Siamo entrati in una nuova era, l’era del web2.0……questo grazie alla ADSL a 2 megabit>>

Brain2.0Launch – Act 1

dicembre 19, 2006

Sabato a Bologna ho avuto l’onore di ritrovarmi, davanti ad un piatto di tortellini, a parlare con chi il web2.0 lo sta facendo veramente. Presto, dettagli e novità. 😉

Sfruttare il CGM finchè è gratis? Beh, non c’è fretta!

dicembre 15, 2006

Qualcuno (non mi ricordo chi) tempo fa si chiedeva per quanto tempo ancora i consumatori avrebbero continuato a produrre contenuti in maniera del tutto gratuita.

La domanda era senza dubbio legittima.

Qualche scricchiolio a riguardo, era da aspettarselo, comincia a sentirsi…

Mashable me l’ha fatto notare!

With the top YouTube users becoming paid shills for Coke, and the top Diggers being accused of taking ‘cash for Diggs‘, it seems that the users of social sites are looking to be rewarded for their efforts. In fact, there are already plenty of services that will pay you for your participation. Here are nineteen of the best, plus a few bonuses.

I timori di una fine prematura dei CGM gratuiti comunque, sono a mio avviso infondati. La creatività e la voglia di esprimerla esisterà sempre quindi ci sarà sempre qualcuno che lo farà gratis per il solo gusto di farlo.

Stroncata la campagna virale di Campari

dicembre 14, 2006

Scrissi il 16 novembre della campagna virale Hotel Campari. Ora, a distanza di un mese vengo a sapere (forse con un paio di settimane di ritardo) che la campagna è stata stroncata dagli stessi strumenti che l’avrebbero dovuta far diventare appunto, virale.

Me ne sono accorto quando, visitando Myspace, ho cercato l’account che era stato creato ad hoc dalla Campari ed ho trovato questo:

Insospettito, vado a cercare quello su Flickr…..

….stessa musica……..poi anche Del.icio.us:

L’unico sopravvissuto sembra solo il profilo su Youtube anche se forse, dico forse, prima c’erano dei video caricati.

Visto che non ero a conoscenza di nulla (nessun blog italiano aveva parlato ultimamente di questo) vado ad indagare sul fattaccio….

Il polverone sembra sia partito quando il co-fondatore di Flickr, Stewart Butterfield, si è imbatutto nella notizia della campagna di Campari sul blog Read/Write.

Nel forum di Flickr ha subito espresso la sua opinione a riguardo: 

Actually, I had just come across this article on the account. We will probably be deleting the account, but I’m curious and this is FlickrIdeas: what do YOU think about it?

Indubbiamente un brutto colpo per la MRM Worldwide proprio nel momento in cui annunciava il successo dell’iniziativa attraverso la sua “voce” italiana, Niccolò Magnani, su Read/Write:

…the Hotel Campari website got 170,000 views – 13 percent of it from the social networking sites, which all prominently feature a banner link to the site. The social network sites have more than 3,000 “friends” and 2,500 comments across the network. The number of views across the social network sites is currently around 92,000.

Qualcuno però aveva forse annunciato (o gufato), attraverso il proprio dissenso, i “provvedimenti etici” dei social network citati….

Read/Write (post già citato) :

But there’s no arguing that as a marketing vehicle, the fake social network profiles did their bit to drive traffic and interest in the Hotel Campari website. We’re going to see a lot more of this type of usage of social networks. From a business angle, it makes sense. But on a personal level it makes me feel a little uncomfortable, because most of the appeal of social networks is that you are networking with real people. So I’m interested in knowing what Read/WriteWeb readers think about this…

B.L. Ochman:

The agency that created the campaign says the fake profiles drive traffic and sell product. I think this campaign is just as unethical as Wal-mart and other flogs. And that it abuses the trust upon which social media is built.

Sono daccordo con Mike Driehorst che non è proprio la stessa cosa paragonare l’operazione virale di Campari con il fake blog di Edelman/Walmart.

The Edelman/Wal-Mart fake blogs were purposefully deceitful. Intended to look like a grass-roots, genuine effort. That was wrong.

However, unlike Edelman/Wal-Mart, we know from the get-go the Hotel Campari blog and the social media profiles are fake. If a blog is upfront, fake is fine. It makes it into a game. That’s what many social networking sites are about anyway — entertainment.

If a company wants to try to sell me along the way, that’s fine. Transparently fake is fine.

Trasparenza, ecco quello che forse è mancato in quella che, continuo a credere, sia stata una bella operazione di marketing virale. 

Times square e CGM

dicembre 13, 2006

Ovvero,  adv low-cost a Times Square grazie al consumer-generated media 

Della serie: noi creiamo, voi ditelo in giro!!

As a result of the growing popularity of consumer-generated pictures, videos and e-mail messages on Internet sites like YouTube and Myspace, advertisers are getting consumers to essentially do their jobs for them.

Ma funziona veramente questo approccio molto web2.0??

….the recent display of public toilets set up by Charmin bathroom tissue: Used by thousands in Times Square and viewed by 7,400 Web users on one site alone.

Or Nascar’s recent display of racecars; videos of the event have been viewed on YouTube more than 1,800 times. More than 60 people wrote about the event on their blogs and 60 more spread the word — and pictures — on the Flickr Web site.

PRIMA: billboards e video screen da centinaia di migliaia di dollari

ORA: eventi ed iniziative bizzare da 25.000 a 50.00 $ al giorno

[Via NY Times] Da leggere!!!

Fai del tuo brand un mito e avrai successo

dicembre 13, 2006

 

Anche per Seth (ha scritto che ama, come tutti, sentir nominare il suo nome) la legge del “Tell a story” nella costruzione di un brand rimane molto importante.

So, if I were trying to invent a mythic brand, I’d want to be sure that there was a story, not just a product or a pile of facts. That story would promise (and deliver) an heroic outcome. And there needs to be growth and mystery as well, so the user can fill in her own blanks. Endorsement by a respected ruler or priest helps as well.

Una storia appunto che possa rendere mitico, o meglio spirituale, un brand in modo che possa riempire i vuoti interni di chi lo “utilizza”. La differenza tra un prodotto ed un prodotto con una storia che “cattura” la sintetizza con una frase:

People use a Dell. They are an Apple.

Seth porta due esempi di brand con una mitologia alle spalle: Digg e Wikipedia.
Il mio, ne è uno tutto italiano: la mitica (ormai noiosa) storia di Geox.

Adotta una gallina e ti manderemo le uova

dicembre 11, 2006

Beh…il concetto è quello!!

Bellissima e molto smart operazione di marketing/branding di due produttori televisivi inglesi: Cathy Rogers e Jason Gibb.

La storia

Stanchi della vita frenetica di Los Angeles, si trasferiscono nelle Marche (loro scrivono Le Marche), comprano una decina di ettari di olivi e dopo 2 anni sono pronti per commercializzare olio e prodotti derivati.

L’idea

Invece di vendere direttamente l’olio su Nudo, “affittano” le piante ai clienti per un anno e ne spediscono poi a casa i loro frutti : olio, sapone ed infusi.

Adopt one of its trees for a year and you’ll receive all the produce from your tree.

The principle is simple: for £75 you can pick your “own” tree for a year and get an adoption certificate. After the olives are harvested, you are sent between 1 and 3 litres of olive oil, a bottle of lemon-infused oil and hand-made olive oil soaps, plus photos of the tree on request. You can also visit your tree whenever you like. Visiting adopters will be given a picnic that they can take to eat under the shade of their olive tree.

I vicini di casa italiani li hanno presi per matti:

It is a marketing approach that has left Rogers’s Italian neighbours bemused. “They think we’re mad,” she says.

Loro si sono dati una spiegazione a questo:

“The reason Italians don’t really understand what we’re doing is because it’s completely normal here to go into the butcher’s and ask where the meat is from. They are much more in touch with their food than we are in the UK.”

Altro che matti…strategia prefetta!!  

– hanno puntato sul lato esperienziale dell’acquisto di un olio italiano

There’s the romance of owning a tiny piece of Italy

– hanno cavalcato l’onda salutista ed ecologista mondiale

…..and helping to preserve an ancient way of life. “And it’s part of the whole organic, anti-GM movement that’s so big in Britain at the moment,”.

– hanno attirato il cliente, COINVOLGENDOLO

(..) attracting consumers by making them feel highly involved with its product.

Che dire, è un’idea che avrei voluto avere io…… 🙂

[Via Influx]

Fonti: Times On line, Rebecca’s Pocket