B2C ricco Vs B2C povero

[Se non avete tempo di leggere e capire quello scritto qui sotto (vi capisco), limitatevi all’immagine qui sopra che spiega tutto]

Stavo facendo una delle mie famose riflessioni su carta…..(stimolate da un discorso della sera prima con un piccolo imprenditore calzaturiero).

Immaginiamo due aziende del settore delle calzature B2C che non hanno negozi di proprietà.

L’azienda [ricca], ipotizzando una catena “corta”, distribuisce il proprio prodotto al retailer che poi lo mette a disposizione del cliente finale.

La domanda del prodotto, nella maggior parte dei casi, deriva dal cliente che è informato e consapevole delle proprie preferenze (vuole la scarpa che respira..). Tutto questo è possibile grazie alla capacità dell’azienda [ricca] di far conoscere il proprio prodotto al mercato e renderlo riconoscibile e desiderabile sul mercato attraverso varie azioni del marketing (adv, webadv, ecc…..).

Quindi il suo business, come dice la sigla B2C, lo fa con il cliente finale. Ogni giorno c’è qualcuno in azienda che “si rompe la testa” per riuscire a soddisfare i famosissimi bisogni di questo benedetto cliente finale.

Consideriamo invece quelle che accade in un azienda [povera] (una delle tantissime nel settore calzaturiero), dove non ci sono risorse e sopratutto le mentalità per utilizzare qualche leva del marketing.

L’azienda [povera] distribuisce il proprio prodotto al negozio e sarà poi il titolare di questo a consigliare, nella maggior parte dei casi, il prodotto al cliente finale. La domanda, in questo caso, non deriva dal cliente finale che non conosce nè il prodotto nè l’azienda; l’unico a conoscere veramente il prodotto (e l’azienda) è il retailer che ha partecipato alle fiere a cui l’azienda ha preso parte.  

L’azienda [povera], quindi, crede che l’obiettivo sia il cliente finale ma non si accorge che chi deve soddisfare è, in realtà, il retailer. 

Conclusione: il budget a disposizione delle aziende per (semplicisticamente) promuovere il proprio prodotto potrebbe cambiare radicalmente il loro target finale anche se, in teoria, dovrebbe essere lo stesso. Quindi l’azienda [povera] per il fatto di esserlo passerebbe da B2C a B2B??

Ovvio è che l’azienda [povera] non può proporre al retailer prodotti invendibili ma soddisfare un retailer non è lo stesso che soddisfare un classico cliente finale.

It makes sense?  

🙄

2 Risposte to “B2C ricco Vs B2C povero”

  1. Fabio Says:

    Certo che ha senso!!! Quando scopri il metodo pe far leva nel cervello dei produttori [poveri] fammi sapere….

  2. kbiba Says:

    Lo farò sicuramente…🙂

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