Archive for giugno 2006

Lost in [marketing] opportunity

giugno 30, 2006

Purtroppo non è andata molto bene ai geniali creatori dell’esplosivo video di fontane di Diet Coke e Mentos.

Infatti, nonostante il video sia diventato virale (è stato visto ben 4.1 milioni di volte), ha fatto guadagnare ai due creatori solamente 25.000 $.

I due si sono andati a lamentarsi con Business Week  del fatto che copie non autorizzate sono finite illegalmente su YouTube e Google Video negando loro ulteriori guadagni garantiti invece da Revver. Come potete vedere sopra, anche io ho linkato a YouTube e non a Revver (sorry but Wordpress non supporta fonti diverse da Google Video e YouTube.

Jackie Huba su Church of the customer blog li bacchetta, giustamente, affermando che invece di lamentarsi dovrebbero cavalcare (o meglio avrebbero dovuto) l’onda di questo successo incredibile creato dal nulla.

Si sono focalizzati solamente su come “far soldi” con quel video e non hanno pensato su come fruttare la visibilità che avevano creato. Classico esempio di marketing miopia che si basa sul “prendi i soldi e scappa“.

Forse erano un pò a digiuno di marketing e hanno ignorato che:

YouTube, Google Video, Revver and other video sharing sites act as fast-moving distribution networks world wide for advertising. With the right content, they are the digital equivalent of dropping Mentos into a liter of Diet Coke. Videos on them are the new 30-second ads. It’s content designed toward a marketing means.

Mah…sbagliando s’impara. Noi, guardando loro sbagliare, l’abbiamo fatto!

Ecco svelato l’arcano….

giugno 30, 2006

Mercoledì scrivevo qui di questa pagina pubblicitaria vista su Il Mondo.

Forse ho capito la ragione di tutto quel testo.

Nintendo ha lanciato, in questo mese, una nuova generazione di giochi denominata “Touch! Generations” che dicono essere:

una raccolta di titoli per Nintendo DS che offre modi nuovi di giocare

Questi “modi nuovi” di giocare forse hanno l’obiettivo di rivolgersi ad un target fino ad oggi ignorato (almeno credo) dalle case produttrici di consolle.

A giudicare dalle foto nel sito, Nintendo ha in mente un cambio di target ambizioso. Vorrebbe far giocare anche nonni e nonne.

            

Ecco spiegato perchè la pagina pubblicitaria mi ricordava le schermate di Biscardi…….il target è lo stesso!!!

Beh……ho sbagliato…….forse non è un’ AD malpractice.

CGM a 360°: 500 WANTS YOU

giugno 29, 2006

Bella iniziativa della Fiat che da 50 giorni (o forse il 50 è solo di comodo?) invita gli utenti a dare spazio alla propria creatività per costruire la nuova 500. Ce n’è per tutti:

You, a designer.

Inventa una mascotte per la nuova Fiat 500. Utilizza la tecnica che preferisci, chiamala come vuoi e inviala online. La migliore riceverà un premio di 3.000 euro.

You, a photographer.

Faccia tosta, da schiaffi, di bronzo, da duro, da pesce lesso o d’angelo. Qualunque sia la tua, mettila in mostra: interpreta come vuoi la 500 storica o un suo particolare. I faccia a faccia più divertenti saranno trasformati in morphing animati.

You, a videomaker.

Crea il tuo video ispirato a 500. Giralo come ti gira: a colori o in bianco e nero, con la pioggia o con il sole, con effetti speciali o affetti reali. Hai 90 secondi per raccontare con ironia, ottimismo e spensieratezza una nuova 500 che parla di te.

You, a car designer.

Dai forma ai tuoi desideri. Gioca con il Concept lab e crea la concept car Fiat che hai sempre sognato. Colori, linea e accessori, tutto è a portata di mouse.

Google non è un motore di ricerca (part 2): nasce Google Checkout

giugno 29, 2006

Continuo nell’opera di evangelizzazione iniziata qui; via [Micropersuasion.com] apprendo che è online Google Checkout, il nuovo servizio per pagamenti online (stile PayPal) di Google. Il New York Times riporta tutti i dettagli.

L’obiettivo di Google Checkout è quello di permettere agli utenti di acquistare i prodotti pubblicizzati su Google molto più velocemente di quanto non si faccia ora.

Eric E. Schmidt, Google CEO, afferma:

Google’s aim is to make it easier and faster for people to buy products advertised on Google — thus attracting more advertisers.

Funzionerà in questo modo:

Gli store che accettano Google Checkout saranno segnalati con l’icona del carrello. 

Qualcuno è già pronto: ecco la lista.

Ci si dovrà inscrivere al servizio quando è il momento di pagare e solo se non si ha già un account o un indirizzo email con Google.

Il vantaggio competitivo che sembra avere Google Checkout suoi concorrenti diretti (PayPal) sembra il costo.

Infatti per ogni transazione si pagherà 20 centesimi di $ più il 2% sul valore totale. Pensate che ad una banca la transazione costa, in fee per Mastercard Visa, 30 centesimi di $ e 1.95% sul valore dell’acquisto, quindi offriranno un servizio in perdita. In più ogni le fee saranno ulteriormente abbassate  in proporzione all’aumento della spesa in link sponsorizzati, link che potrebbero costare agli inserzionisti anche il 20% in meno.

Ma non è antieconomico? Ovviamente no:

Mr. Schmidt said the company was willing to lose money on transaction fees because it felt the package would increase advertising spending. “The math works because we can have lower prices and higher volume,” he said.

…..Google non è un motore di ricerca.

Questa la dovevo postare!!

giugno 28, 2006

Sono innamorato di quest’immagine e quindi non ho resistito a postarla.

Presto proporrò, dove lavoro, di enunciare i nostri principi di marketing. Sempre ammesso che ne abbiamo.

WOM challenge: Toyota batte Wal-mart 1 a 0

giugno 28, 2006

Ho letto [via Church of Customer Blog ] un’interessante indagine sui brand che in America hanno un WOM netto  (cioè calcolato sottraendo ai WOM positivi quelli negativi) positivo maggiore del 10% rispetto alla media di tutti gli altri.

L’indagine è stata condotta da The Keller Fay Group ed è reperibile qui. Sono d’accordo che monitorare il WOM possa essere un buon modo per capire in quale direzione sta andando il proprio brand. 

Ed Keller, CEO afferma:

Word-of-mouth has become a growing focus of business and is increasingly considered a leading indicator of future brand performance

Ford svetta nella classifica di chi ha maggiori commenti ma evidentemente la maggior parte sono negativi.

Nota curiosa: si scopre che più della metà delle persone che parlano dell iPod sono donne.

Esisterà qualcosa del genere in Italia? Forse no, visto che continuiamo ad essere i campioni del paleolithic-marketing!

Spero di sbagliarmi.

Online advertising: la domanda potrebbe sorpassare l’offerta

giugno 28, 2006

La McKinsey (articolo free per utenti registrati) lancia l’allarme. La crescente passione dei marketers per i video online ed altri strumenti simili potrebbe, nei prossimi 24 mesi, far salire i prezzi e limitare la crescita di questa tipologia di digital-advertising.

La ricerca ha incrociato dati quantitativi ad oltre 50 interviste ad importanti digital advertisers, ad agencies, e media companies.

L’analisi rivela che sono stati venduti, fino ad oggi, 600 milioni di $ di video e che i fornitori di questo tipo di ad sono al massimo della produttività.

Ci si chiede come si potrà soddisfare una domanda di video che si stima possa arrivare a sfiorare i  3.2 miliardi di $ nel 2007. La Disney con ABC Cable Networks’ sta provando a muoversi in questo senso ma sembra che, da sola, non possa fare nulla.

AD malpractice: melius abundare (textum), quam deficere

giugno 28, 2006

Beh che dire…..credevo fosse un trattato di medicina.

Potevano aggiungere più testo. Credo l’avrebbero fatto se avessero avuto più spazio!

Questa bella pagina pubblicitaria mi ha subito ricordato le mitiche schermate, a tutto testo, che Biscardi spesso leggeva in diretta nel suo Processo del Lunedì.

Almeno hanno fatto capire a primo sguardo di cosa stanno parlando?

Di un gioco? Forse.

Che cosa sarà? Mah…..vedremo!

giugno 21, 2006

Marketing malpractice. La palestra perfetta

giugno 21, 2006

Molte palestre sono bravissime a sfidelizzare i clienti. Questo accade perchè forse non hanno capito bene cosa cerca un cliente quando si iscrive nella loro palestra.

Il circolo virtuoso della palestra perfetta "dovrebbe" garantire l'iscrizione a vita del cliente. Sempre se parliamo del cliente che si sicrive alla palestra per avere risultati dal punto di vista fisico e non dal punto di vista affettivo/sessuale.

Il cliente  si iscrive perchè non è soddisfatto del proprio aspetto fisico.

Arriva in palestra e viene seguito fin dall'inizio e pian piano apprende la "matematica" arte del body building. Scrivo matematica, visto che chi la pratica nel modo corretto, ha matematicamente dei risultati visibili dopo un mese o poco più. 

Chiaramente, i risultati ottenuti non fanno altro motivare il cliente ad andare avanti… La maggiore prestanza fisica non può che migliorare anche la dimensione affettivo/sessuale.

Invece, questo è quello che succede nelle palestre meno virtuose: il cliente si iscrive, viene seguito per il primo giorno e per il secondo (solo se di seso femminile) e poi viene abbandonato (o quasi) a se stesso.  

Gli allenamenti, fatti di esercizi eseguiti nella maniera sbagliata, sono pesantissimi ed i risultati tardano ad arrivare. Tutto ciò dopo più di un mese porta alla depressione (per modo dire) e non resta altro che abbandonare tutto e buttarsi su un bel panino ricco di calorie.

L'unico beneficio che un cliente (donna)  potrebbe avere è una serata con l'istruttore preferito che, di solito, non si nega a nessuno di bell'aspetto. 

Mah……..stiamo parlando di mancanza di marketing skill o di semplice buon senso?

Forse del secondo!!